Primo bilancio in positivo del Piano Nazionale Scuola Digitale, con 20 azioni avviate sulle 35 previste, e con la possibilità di esporre dati e risultati su ciascuna delle azioni, in un’ottica che, ha sottolineato Sabrina Bono, Capo Dipartimento Programmazione e Gestione Risorse Umane e Finanziarie del Miur, è quella dell’accountability, per dare conto del percorso e dei risultati che si stanno perseguendo.

Il convegno sulle prime esperienze del PNSD, realizzato in collaborazione con il Miur, è stata l’occasione per condividere una panoramica sulla struttura generale del piano, per sottolineare alcune azioni particolarmente innovative, come i laboratori territoriali e gli atelier creativi, ma anche per descrivere il carattere di questo percorso, in cui il confronto e l’apertura all’ascolto diventano essenziali. Un’evidenza è certamente l’arricchimento operato in corsa sull’azione relativa agli animatori digitali, potenziata e integrata dall’identificazione del team per l’innovazione digitale, proprio sulla base dei riscontri e della valutazione sul campo di docenti e dirigenti, degli stessi animatori digitali. Allo stesso modo è di particolare interesse l’avvio dell’azione relativa agli accordi territoriali, perché è proprio dalle esperienze del territorio che possono venire spunti e idee per arricchire e potenziare il piano.

Un piano che quindi è vivo, che sempre più assume la dimensione di programma di indirizzo, e che può avere un’evoluzione anche grazie alla collaborazione con il territorio, le università e i centri di ricerca, gli attori privati, come è stato sottolineato nella tavola rotonda in cui si sono confrontati il direttore di Astrid Vittorio Campione, il professore del Politecnico di Milano Paolini, l’esponente di Fondazione Mondo Digitale Elisa Amorelli e il direttore generale per gli interventi in materia di edilizia Scolastica per la Gestione dei fondi strutturali per l’istruzione e per l’innovazione digitale del Miur Simona Montesarchio.

Ma a parte la valutazione positiva che nel convegno è stata generalmente espressa sulla chiarezza della visione alla base del PNSD e della sua programmazione operativa, la caratterizzazione maggiore è probabilmente data dalle diverse esperienze in corso, che hanno permesso di apprezzare la ricchezza delle iniziative delle diverse scuole, su diverse azioni del PNSD, dagli ambienti di apprendimento alle competenze digitali applicate (come quelle legate al progetto Open Coesione), dall’utilizzo di twitter per avvicinare la comunità scolastica alla lettura dei classici all’importanza del fare andare “la scuola in biblioteca”, dall’importanza della programmazione organica regionale anche nella formazione innovativa su temi legati ai maker all’enfasi necessaria al protagonismo e alla progettualità degli studenti.

Un mondo che si muove rapidamente e con passione e che si confronta con gli aspetti della governance, della formazione, dei contenuti digitali e degli ambienti di apprendimento, che sono stati i quattro focus di discussione del Cantiere Scuola Digitale. E che continueremo a seguire nel canale Scuola dei Cantieri della PA Digitale.

Fonte:http://eventi.fpanet.it/it/2016/05/26/pnsd-prime-esperienze-operative/?utm_source=newsletter&utm_medium=COMUNICAZIONE_MAIL&utm_campaign=MAILUP