da http://estory.corriere.it/


Dimenticatevi la produttività, adesso l’obiettivo è la felicità. L’innovazione nelle smart city è infatti sempre il mezzo per migliorare la vita dei cittadini. Niente a che vedere con lo sviluppo delle città del passato, che si concentrava invece sulla produttività senza tener conto delle condizioni di salute dei cittadini. Le “città intelligenti” invece mettono al centro sostenibilità ed efficienza, usando l’innovazione per diminuire il consumo di energia, gestire meglio i rifiuti, abbassare il livello del traffico. Ma sono solo alcuni esempi: le smart city sono ancora tutte da inventare.

Se ne parlerà mercoledì dalle 18 al teatro Parenti, nel corso dell’incontro “Le città del futuro: i sindaci ed il digitale” che metterà a confronto sindaci smart e imprenditori del digitale. Nel corso dell’evento, che sarà moderato dalla vicedirettrice del Corriere della Sera Barbara Stefanelli e introdotto da Stefano Boeri del Politecnico di Milano, dal sindaco di Firenze Dario Nardella e dall’ad 77agency Amedeo Guffanti, interverranno i sindaci di Sesto San Giovanni Monica Chittò, di Bari Antonio Decaro e di Bergamo Giorgio Gori. Ma anche i ceo di 2pay Daniele Bernardi, di Facebook Italia Luca Colombo, di Twitter Italia Salvatore Ippolito, il vice presidente della scuola di robotica di Genova Emanuele Micheli e il direttore business SisalPay Maurizio Santacroce.

In Italia ci sono molti progetti ma ancora niente di rilevante a livello internazionale. L’ultima classifica dell’americano Juniper Reasearch ha incoronato Barcellona, New York City, Londra, Nizza e Singapore come migliori smart city a livello globale per il 2015. L’Europa per ora è una delle aree più interessanti: secondo uno studio della società di consulenza IHS Technology pubblicato nel luglio 2014 le “città intelligenti” erano 21 a livello globale e l’area più fiorente era appunto la regione EMEA (cioè quella formata da Europa -Medio Oriente – Africa). Un panorama destinato a cambiare, dato che entro il 2025 il numero totale salirà a 88 e la fetta più grossa sarà rappresentata dall’Asia Pacifico. Ma è un settore che vale la pena tener d’occhio, visto che si parla di investimenti pari a 12 miliardi di dollari che verranno sbloccati nei prossimi dieci anni per il finanziamento di queste opere.

Nel nostro Paese i numeri invece sono ancora molto ridotti. I fondi stanziati dal Miur nel 2012 sono stati sbloccati solo due anni più tardi: gli 80 vincitori dei progetti relativi al bando sulle “Smart cities and communities” hanno ricevuto in tutto 305 milioni di euro per progetti che vanno dalla domotica alla gestione dei rifiuti, dai trasporti alla sicurezza del territorio, dalla scuola alla gestione dell’invecchiamento della società. Eppure di città interessate ai progetti per renderle smart ce ne sono parecchie. Le migliori del 2014, secondo l’ICity Lab della Forum PA, sono Milano, Bologna e Firenze. Ma il ranking segnala anche i progressi di Venezia e Roma, passate rispettivamente dal decimo al sesto posto e dal 23esimo al 12esimo. Al Vademecum per la città intelligente, sviluppato dall’Anci nel 2012, hanno firmato 30 Comuni. E altri otto hanno già aderito allo Smart city Expo World Congress 2015, che si terrà a novembre: per l’Italia parteciperanno Amaro, Lecce, Povo, Torino, Milano, Roma, Genova e Pordenone.


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