da www.italiasmartcity.it


Jing-Jin-Ji, smart già dal nome, è l’ambizioso progetto del governo cinese per la creazione della prima Super Smart City, che si auto-candida a diventare la “capitale del mondo”.

“Big-Bei”, come è stata ribattezzata dalla propaganda di Stato, sorgerà in un’area di circa 100.000 chilometri quadrati tra il mare di Tianjin, le montagne che confinano con la Mongolia e le pianure dello Yantzee e sarà in grado di accogliere 130 milioni di abitanti. L’idea nasce, secondo la Cina, dalla necessità di superare lo schema delle capitali moderne, nate nell’Ottocento sulla scia dell’industrializzazione, per approdare al prototipo della “capitale del futuro”, interamente fondata sull’high tech.

La “nuova capitale” è concepita a blocchi, ognuno dei quali con una specifica vocazione e destinazione d’uso: la vecchia Pechino resterà come centro storico e meta del turismo internazionale, i villaggi rurali e le piccole cittadine dell’area diverranno dormitori e aree industriali, a Tongzhou verranno trasferiti i ministeri,  i colossi dell’economi, gli ospedali, le università, i tribunali e le caserme dell’armata di liberazione.

Per assolvere a questo compito di “modernizzazione” del concetto di città, la Cina progetta di creare un’ampia rete ferroviaria con convogli che raggiungeranno la velocità di 300 km/h, nuove autostrade, canali fluviali e ponti, metropolitane, aeroporti e tunnel per ridurre i tempi di viaggio ad un massimo di 50 minuti e permettere ai cittadini dell’intera area di godere dei benefici nei vari “blocchi”.

L’obiettivo dichiarato è quello di rendere la città di Pechino, attualmente condensata e soffocata dal traffico e dall’inquinamento, una megalopoli verde e hi-tech.

Gli stessi cinesi definiscono le attuali condizioni della capitale “inadatte alla vita umana”.

Si tratta un progetto pieno di sfide, dalla realizzazione dello stesso alla gestioni dei servizi, dall’acqua al cibo, dall’istruzione ai rifiuti, che il governo cinese conta di realizzare entro il 2025.