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In vista della gare per l’affidamento del servizio i grandi operatori investono risorse nel controllo e gestione a distanza dei contatori


La telemisura/telegestione dei contatori gas, in particolare per le utenze residenziali, rappresenta per le aziende di distribuzione una sfida senza precedenti. Il mercato è in evoluzione da diversi anni ormai: quando il Decreto Letta ha separato le attività di distribuzione e vendita (il cosiddetto unbundling), questo settore tradizionalmente captive, con utenti che erano inevitabilmente fidelizzati a vita, ha avviato (e in parte subìto) un percorso verso l’efficienza e la concorrenza, sia pure in un ambito regolato dall’Autorità per l’Energia Elettrica, il Gas e il Sistema Idrico – AEEGSI. Il decreto 226 del 2011 ha poi stabilito criteri e processi per lo svolgimento delle gare che affideranno i servizi di distribuzione: esistono ora 177 ATEM, Ambiti TErritoriali Minimi, per i quali – attraverso un complesso sistema di vincoli – si può, e in qualche modo si deve, porre a gara il servizio di distribuzione del gas naturale. Il riferimento ad una dimensione minima stimola un’operazione di de-frammentazione che è tuttora in corso: in passato esistevano dimensioni di rete chiaramente al di sotto dell’agibilità operativa, tendenzialmente inefficienti, che creavano diseconomie ripianate poi dalle Amministrazioni, a danno dell’utenza.

Il legislatore ha quindi introdotto un criterio di minima estensione territoriale per assicurare un’efficienza di servizio altrimenti irraggiungibile, e in definitiva per avere tariffe meno onerose ed evitare che i bilanci fossero risanati dalla collettività. Questo comporta – inevitabilmente – profonde razionalizzazioni nelle aziende ex-municipalizzate, e ulteriori operazioni di fusione e merge&acquisition. Nel 2000 i distributori erano circa 780, oggi sono 230, e i 177 ATEM ne limitano – di fatto – il numero massimo: più di 177 concessioni, a gare indette, non potranno esistere. Lo svolgimento delle gare seguirà un iter complesso e non immediato. Non è pensabile, né fattibile, che le gare siano indette in tempi brevissimi: e tuttavia la direzione evolutiva è chiarissima. La telemisura dei contatori gas è un ulteriore stimolo a fare sinergia e quindi efficienza, per una migliore qualità del servizio e una riduzione delle tariffe: gli investimenti, la centralizzazione dei sistemi di raccolta delle misure, la standardizzazione dei protocolli spingono le aziende a crescere in dimensioni e servizi offerti, e in un mercato in cui l’utenza è sostanzialmente stabile, questo non può che accadere con accorpamenti e fusioni ed efficienza sui costi.

I distributori hanno cominciato già a valle della delibera n.155/2008 di AEEGSI ad adeguarsi con le utenze industriali: nel 2013 e 2014 l’accelerazione impressa dalle delibere AEEGSI (in particolare, la 631/13) ha determinato uno scenario che – negli articoli che seguono – viene analizzato dalle figure apicali delle più grandi aziende coinvolte dal cambiamento (Italgas, 2i Rete Gas, Hera, A2A, IREN). Il panorama della distribuzione gas in Italia è molto variegato: tuttavia le aziende che abbiamo considerato per le interviste rappresentano un campione significativo sia per la copertura (gestiscono circa il 60% dei volumi distribuiti), sia per le caratteristiche organizzative. Alcune di esse sono distributori puri (cioè, non hanno una società di vendita ‘sorella’), altre invece sono aziende che originariamente operavano sia sulla distribuzione che sulla vendita, e hanno dovuto separare le due attività. E’ interessante confrontare i rispettivi approcci rispetto ad obblighi che vengono interpretati come rischi, ma anche come opportunità.